Per anni sopra il letto di mia sorella era appesa una fotografia di Magnum P.I. (P.I. sta per Private Investigator, se ve lo foste mai chiesto), come fosse il ritratto di qualche madonna protettrice. Camicia hawaiana sbottonata abbastanza per mostrare il petto villoso (ah, i gloriosi anni '80), baffi da macho e sorriso che avrebbe addolcito anche Lex Luthor, Tom Selleck (l'attore di Magnum P.I.) in quella fotografia aveva da poco superato i quarant'anni ed era il ritratto della salute.
A rendere quella foto speciale però era l'autografo con tanto di dedica proprio a mia sorella fatta dall'attore californiano (ora, non mi sembra il caso di spiegare perché l'avesse fatto, ma vi assicuro che è vero.)
Il telefilm ambientato alle Hawaii era uno dei più seguiti a livello mondiale, e assieme alla camicia colorata indossata da Tom Selleck anche la sua macchina (in realtà era dell'invisibile proprietario della villa dove Magnum abitava a scrocco) divenne molto popolare, peccato fosse una Ferrari rossa fiammante, non proprio una FIAT Panda. Marcus Allen, runningback superstar dei Raiders negli anni '80, squadra di football americano all'epoca a Los Angeles, volle a tuti i costi una Ferrari nera perché, disse, "da quando c'è Magnum P.I. ormai rossa ce l'hanno tutti".
I baffi e il petto villoso erano impossibili da raggiungere per qualsiasi teenager di quel periodo (come la Ferrari), perciò lo sforzo di quasi tutti in quel periodo si era concentrato sulla camicia (che dal punto di vista prettamente sartoriale è uno dei capi più semplici da replicare).
Per tutti gli anni '80 si potevano vedere queste camicie ovunque, a sancirne il definitivo successo in Italia ci pensò il gruppo meteora "Gruppo Italiano", che nel 1983 esce con il video "Tropicana" (testo post apocalittico tra l'altro) dove tutti i ragazzi della band indossano proprio camicie hawaiane.
Visto che Vintageria non vende (per adesso) Ferrari concentriamoci perciò sulle camicie hawaiane, il cui vero nome in realtà è "Aloha shirt", così come fu registrato negli anni '30 da un mercante cinese, tale Ellery Chun, di base a Waikiki, il più famoso quartiere della capitale Honolulu.
Il mercante però non inventò nulla, semplicemente fu il primo che fiutò il business e iniziò a replicare le camicie a livello industriale.
Pare che l'idea originale fosse venuta qualche anno prima a Kōichirō Miyamoto, un giapponese anche lui di Honolulu, proprietario del negozio "Musa-Shiya the Shirtmaker", il quale si trovò per le mani un grosso quantitativo di stoffa con colorate stampe giapponesi, acquistato per pochi dollari. Probabilmente, seduto su quelle enormi balle di stoffa, Kōichirō si immaginò una camicia semplice da cucire, super confortevole che replicasse l'atmosfera laid back delle isole e che fosse perfetta per i turisti americani che iniziavano a vedere nelle Hawaii la destinazione esotica più facile da raggiungere.
Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale il successo di queste camicie sgargianti esplode un po' ovunque, arrivando fino ad oggi, con momenti di visibilità incredibili.
Il tutto alimentato anche dal mito delle Hawaii, che non si è mai offuscato in tutti questi anni: meta dei puristi del surf, palcoscenico di serie TV come Hawaii Five-0 (in onda per tutti gli anni '70 e rifatta nel decennio scorso) e Magnum PI.
Anche dal punto di vista musicale queste isole hanno regalato qualcosa al mondo, negli anni '50, grazie al talento del pianista Denny Martin, che si trovava alle Hawaii come membro di un'orchestra, nasce “l'exotica”, uno stile di musica che unisce lounge e jazz, con l'aggiunta di tutta una serie di suoni (canto di uccelli tropicali, il gracidare delle rane), sottofondo naturale delle prime registrazioni live e che poi divennero il vero e proprio marchio di fabbrica dell'exotica.
Ma ora torniamo alle camicie, a parte le fantasie più o meno azzeccate, la differenza vera in una hawaiana la fa la stoffa e la cura dei pochi ma essenziali dettagli, come le cuciture e i bottoni.
Indossate una "aloha shirt", possibilmente sbottonata, fatevi crescere i baffi se ci riuscite, chiudete gli occhi e sparatevi in cuffia un pezzo a caso di Denny Martin e ditemi se non vi sembra di essere Magnum P.I. mentre passeggia sulla spiaggia di Waikiki.
La soluzione definitiva per sembrare Tom Selleck è quella di acquistare una Ferrari rossa, ma come detto Vintageria non si è ancora organizzata per farlo.